Il Bambin Gesù delle mani

Proveniente da una collezione privata, riemerge dopo oltre 500 anni, un dipinto inedito realizzato dal Pinturicchio negli appartamenti Borgia in Vaticano, capace di svelare il mistero di una singolare vicenda rinascimentale.

Un episodio di gran significato per tutto il mondo dell'arte il ritrovamento di quest'opera inedita del Pinturicchio fino ad oggi conosciuta soltanto attraverso le segnalazioni degli storici.
Parte di un affresco realizzato attorno al 1492 negli Appartamenti Borgia in Vaticano, poi misteriosamente scomparso - e così tanto ricercato nel corso dei secoli da essere addirittura ritenuto mai esistito - il dipinto che in questione costituisce il fulcro di questa singolarissima composizione.

Esso raffigura un Bambino Gesù benedicente di ineffabile bellezza, delicatamente trattenuto da tre mani che ne svelano l'intima connessione a due altri enigmatici personaggi tagliati fuori dal campo pittorico.
Da cui il nome del dipinto: il Bambin Gesù delle mani.
L'opera viene ora esposta a Roma, nella sede di Palazzo Venezia, in una mostra curata da Franco Ivan Nucciarelli, studioso del Pinturicchio, cui si deve il rinvenimento nel circuito antiquario internazionale, nonché la minuziosa ricostruzione del suo suggestivo itinerario storico e artistico. L'iniziativa si svolge sotto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano.

La presentazione al pubblico, arricchita da un ricco e dettagliato percorso espositivo, costituisce un'occasione per ripercorrere l'affascinante storia di questo affresco perduto, unico testimone di un'intrigante quanto scandalosa vicenda rinascimentale, che ha per protagonisti papa Alessandro Borgia e la sua amante Giulia Farnese e costituisce il motivo per cui l'opera venne condannato dapprima alla distruzione, e poi - salvato dalla sola forza della sua irresistibile bellezza - fu più semplicemente destinato all'oblio. Una condizione questa da cui l'opera è riemersa solo recentemente, grazie ad una impressionante serie di concomitanze che sembrano voler dimostrare quanto potente sia - nella determinazione delle umane vicende, così come nella storia dell'arte - l'imprevedibile influsso del caso.



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