
Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, è stato uno dei pontefici più discussi della storia della Chiesa. Nato nel 1434 a Xàtiva, nei pressi di Valenza in Spagna, divenne cardinale all'età di soli 22 anni per nomina dello zio, papa Callisto III.
Padre di vari figli illegittimi, i più celebri dei quali furono Lucrezia e Cesare Borgia, molto pesarono su di lui le accuse di lussuria, oltre che di simonia e irrefrenabile nepotismo. Un giudizio storico severo e certamente parziale se ad esso non si affianca anche la figura di energico e abilissimo uomo di governo, stimato capo della Cancelleria sotto cinque differenti papi. Salito al soglio pontificio in un anno di svolte epocali, il 1492, fu uno dei grandi principi rinascimentali.
Secondo lo spirito del tempo fu capo di Stato, comandante di eserciti e mecenate, molto prima che guida spirituale della Chiesa. Durante il suo pontificato si trovò a gestire un potere senza precedenti. Arbitro delle mire espansionistiche di Spagna e Portogallo, spettò a lui tracciare la raya, la famosa linea che stabiliva i confini dei due domini negli immensi territori del Nuovo Mondo. Contrastò dapprima la discesa in Italia di Carlo VIII, si oppose poi duramente alle istanze moralizzatrici di Gerolamo Savonarola, e infine sostenne con forza le azioni militari del figlio Cesare verso la conquista di un proprio principato. Morì nella sua camera da letto, negli Appartamenti Borgia in Vaticano, il 18 agosto 1503.